L’origine di questo vitigno romagnolo risale a secoli or sono. Le prime piante crebbero probabilmente nell’antica pineta di Classe ma fu a Bagnacavallo che Antonio Longanesi, detto Bursôn, negli anni ’20 notò nel suo podere l’esistenza di un tipo di vite con una gradazione zuccherina molto elevata e con una particolare resistenza alle avversità climatiche. La moltiplicò e incominciò a vinificarla in purezza nel ‘56.

L’enologo bagnacavallese Sergio Ragazzini riconobbe le potenzialità del vitigno e attraverso un proficuo percorso di valorizzazione partito nel 1980, grazie all’impegno e al lavoro di ricerca ottenne nel 1999 il riconoscimento ufficiale nel Catalogo Nazionale delle Varietà dei Vitigni dell’uva Longanesi.

Ragazzini mi contagiò col suo entusiasmo e il suo progetto trovò in me terreno fertile così proseguimmo insieme la sperimentazione e la valorizzazione del Bursôn.

Nel 1999 ebbe luogo la prima vinificazione della riserva di Longanesi in purezza: Augusto, dedicato al mio nonno materno ; nel corso degli anni il metodo di vinificazione ha subito variazioni in base alle annate e alle sperimentazioni effettuate al fine di ottenere un prodotto sempre più pregiato: nelle prime annate è stata utilizzata uva vendemmiata in leggera sovramaturazione; per l’ annata 2002 è stata invece utilizzata solo uva che aveva subito appassimento e negli anni successivi si è proceduto ad una vendemmia tardiva.

L’importanza dell’affinamento per questo vino è fondamentale, infatti deve maturare nei tonneaux di rovere per quasi due anni e riposare per altri due in bottiglia.

Si ottiene così un vino straordinario, di grande pregio e longevità, di un intenso colore rosso purpureo con riflessi rubino, ricco di tannini nobili e avvolgenti, dai sentori erbacei, come disse il grande Veronelli che apprezzava molto questo vino,“ di foglia bagnata ma non decadente”.