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Il Prosecco pensa alla Cina

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Il Consorzio Tutela del Prosecco porta le sue bollicine Doc in Cina e inaugura il primo ufficio di Rappresentanza a Xi’an, città nel cuore dell’esteso paese del Sol Levante.

Xi’an è oggi una città moderna di otto milioni e mezzo di persone, Xi’an2il centro di un’area prevalentemente rurale di oltre 200 milioni di abitanti, ma fu un’antica capitale dell’Impero Celeste con ben 13 dinastie, di cui la dinastia Ming è l’ultima, in più di 3.100 anni di storia, in cui tra l’altro rappresenta la fine più orientale della Via della Seta.
Quale migliore scelta strategica per collocare colà la “Casa del Prosecco Doc”, facendo leva sulle memorie storiche e da là progettare di partire per una lunga serie di destinazioni nei 5 continenti?

Questo è stato il pensiero delineato dal presidente del Consorzio Prosecco all’inaugurazione pochi giorni fa della sede in video collegamento con la Cina, orgoglioso di questo risultato “a poco più di 6 anni dalla nascita del nostro Consorzio – la prima antenna operativa sui territori esteri”.
Sentimento di orgoglio ricambiato per essere stati scelti espresso dal Preside della Facoltà di Enologia dell’Università di Xi’An durante il collegamento, nel corso del quale ha illustrato il corso di formazione sul Prosecco Doc che si svolgerà nel prossimo mese di aprile.

Ricordiamo che nel luglio 2015, tra il Consorzio di Tutela della Denominazione ad Origine Controllata Prosecco, MappacompletaterritoriProseccosempre in video collegamento, è stato firmato l’Accordo di Cooperazione con la Scuola Alberghiera Governativa ‘Shanghai Trade School’. Si tratta di un accordo che prevede come materia di studio obbligatoria con un modulo di 14 ore il Prosecco Doc, con l’approfondimento dei territori d’origine, i metodi di produzione, le tecniche di degustazione, e lo studio degli abbinamenti del Prosecco Doc ai piatti della cucina cinese.

Riguardo al mercato asiatico, solo 1% dell’export di Prosecco arriva in Cina, ma il Consorzio auspica venga triplicato nel corso del triennio anche grazie a questa iniziativa.

Maura Sacher

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A Vinitaly con le Frecce

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Ai visitatori, buyer, professionisti del settore del vino e espositori che raggiungono Verona in occasione del Salone Internazionale del vino e dei distillati, che si tiene nella città scaligera dal 1967, Trenitalia offre una riduzione sul prezzo base dei biglietti.

L’accordo di partnership per il 2016 fra Trenitalia e Veronafiere veronafiere_3jpgha l’obiettivo di incentivare l’utilizzo del treno e ampliare la gamma di servizi offerti ai visitatori in occasione degli importanti eventi fieristici di quest’anno nell’area espositiva di Verona.

Su Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca e su altri treni nazionali, possono godere, dunque, di uno sconto coloro che parteciperanno a Vinitaly 2016, in programma dal 10 al 13 aprile, purché i loro viaggi vengano effettuati non prima dell’8 aprile (l’andata per Verona Porta Nuova) e non oltre il 13 aprile (il ritorno da Verona Porta Nuova), esibendo in agenzia il biglietto d’ingresso pre-acquistato oppure il voucher di partecipazione scaricabile dal sito web www.vinitaly.com.

Un servizio navetta gratuito messo a disposizione da Veronafiere collega la stazione al polo fieristico in 8-9 minuti con partenza dal piazzale esterno della Stazione, Marciapiede A.

Doppio risparmio per i soci CartaFreccia che acquistano vini su www.vinitaly.com e non è tutto perché i soci CartaFreccia possono acquistare i migliori vini all’enoteca online Vinitaly Wine Club www.vinitalyclub.com con risparmio del 15% grazie a un codice loro riservato.

Infine, in occasione di Vinitaly 2016, FS Italiane TRENITALIA FRECCIAROSSApubblica un numero speciale del magazine “La Freccia Gourmet”, distribuita gratuitamente dal 10 al 13 aprile all’interno della manifestazione, sulle Frecce dirette a Verona e nei FRECCIAClub.

Oltre a un focus sulla prossima 50esima edizione della fiera, la rivista dedica particolare attenzione agli appuntamenti enogastronomici in città e all’evento Operawine.

Dal sito www.vinitaly.com è possibile scaricare il programma completo degli appuntamenti 2016.

Maura Sacher

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Il mare, una risorsa. No alle trivellazioni

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Per il referendum del 17 aprile è un dovere votare sì, contro la miope strategia energetica dei governi nazionali che si sono succeduti alla guida del Paese e la loro incapacità a perseguire la strada delle energie rinnovabili.

 
Noi siamo per il sì. Una posizione chiara perché riteniamo che il 17 aprile non ci sia in gioco soltanto la tutela dei nostri mari, ma molto di più. Col referendum del 17 aprile si gioca la partita a difesa della democrazia, contro quei poteri forti che da tempo tentano di appropriarsi della sovranità popolare.

 

Partecipare al referendum significa riconquistare il potere di scegliere il futuro di questo Paese seguendo un modello energetico pulito, rinnovabile, già affermato nei Paesi più avanzati del nostro. E’ una scelta politica che va oltre gli schieramenti tradizionali, contro un governo che non ha mai ottenuto la legittimazione popolare, abusando del ruolo di guida del Paese.

 

Il 17 aprile votare sì significa votare contro il governo Renzi che in nome delle riforme istituzionali sta conducendo questo Paese verso il baratro, mortificando milioni di cittadini cui ha tolto diritti fondamentali conquistati a fatica e sanciti nella nostra Costituzione Repubblicana.

 

Siamo convinti che si possa lavorare per un altro mondo possibile, che scelga di rispettare l’ambiente, la biodiversità, le produzioni agroalimentari, il mare, la fauna marina e la salute dei cittadini italiani. L’Italia ha pagato un prezzo alto per l’inquinamento, adesso è il momento di dire basta.

 

Al vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, che ha dichiarato il referendum come inutile spreco di risorse finanziarie, ricordo che il referendum è uno degli strumenti della democrazia diretta in questo Paese. Sa cosa vuol dire democrazia?

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Girovagando per Prowein

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55.000 visitatori specializzati di cui la metà arrivano dall’estero, 6.200 espositori, (rispettivamente +6 e +4 % in confronto all’edizione 2015), 123 paesi in rappresentanza di tutte le regioni vinicole più importanti del IMG_2354mondo: i numeri della 23^ edizione della ProWein  di Düsseldorf, una manifestazione per certi versi unica al mondo per la vasta offerta di prodotti internazionali. Tra le più grandi nazioni rappresentate dagli espositori hanno preso parte quest‘anno l’Italia (1.500 in due padiglioni), la Francia (1.300), la Germania (1,000), la Spagna (550), l’Austria (320), il Portogallo (300) e i paesi d’oltremare (600).  A questi vanno aggiunti circa 420 espositori provenienti da 30 paesi con i loro particolari prodotti alcolici. Complessivamente gli espositori presenti erano provenienti da 59 nazioni.

Molte le realtà meno conosciute per la produzione di vino, dalla Turchia a Israele, dalla Romania al Libano, dalla Russia alla Svizzera, dal Kosovo alla Slovenia, dalla Bulgaria al Giappone che puntano su vitigni autoctoni, sulla storia e cultura, su paesaggi diversi. Ci ha incuriosito il koshu, varietà a bianca dall’affascinante buccia rosa, autoctona del Giappone. È fglio delle uve che viaggiavano un migliaio di anni fa lungo la via della seta dal Caucaso, alla Cina, al Giappone. 480 ettari di cui il 95%  nella Prefettura di Yamanashi, la prima regione ad avere la Geographical Indication dal governo giapponese, ad ovest di Tokyo dominata dalla mole imponente del monte Fuji. In questo territorio il vitigno ha trovato le condizioni ideali: forti escursioni IMG_2290climatiche, lunghi giorni di sole estivo e ben drenate terre vulcaniche. Bianco chiarissimo, leggero (circa 10 gradi) poco acido, fresco, dal sapore fruttato con sentori decisi di agrumi e pesca, si abbina con la cucina giapponese. Sono un’ottantina le cantine che portano avanti una tradizione cominciata alla fine dell’Ottocento  quando la Dai-Nippon Winery, la prima cantina sorta nella zona, oggi Marquis Co. Ltd., mandò due persone in Francia  ad imparare l’arte della vinificazione.

Girovagando tra uno stand e l’altro, troviamo SpriZZerò, un aperitivo innovativo creato da Paolo De Martin sulla base di IMG_2287un’antica ricetta datata 1934 del nonno Edoardo che la sua famiglia ha gelosamente custodito. Un aperitivo estremamente originale prodotto con buon Prosecco, erbe aromatiche ed erbe aromatiche delle Dolomiti in tre versioni: Classico, Pink-grapefruit ovvero pompelmo rosa ed ibisco e Hugo con sciroppo di sambuco, menta fresca. Oggi viene distribuito da Rotkäppchen-Mumm, leader nella produzione di champagne in Germania.

Ed ancora Mácum, la bevanda all’oro nero, ovvero ai semi di papavero. Un drink alcolico frutto della mescolanza tra oppio e pálinka (brandy fruttato tradizionale in Ungheria] e che è stato IMG_2358chiamato Mácum, da “Mák”, il termine ungherese per “oppio”. È delicato, dal gusto vellutato. In Ungheria la gente crede che Mácum sia la bevanda della fortuna grazie allo slogan “Drink poppy, and be lucky”! “Bevi oppio, sii fortunato!”, in ungherese “to have poppy” significa essere fortunato).IMG_2349

Accattivante la bottiglia per il Taittinger Nocturne edizione City Light, luminose bollicine di scintillanti luci evocano una città in effervescenza che brilla di notte. Morbido, cremoso, con sapori di uva passa e frutta sciroppata. Perfetto per essere degustato a tarda sera, ideale accompagnamento per i dessert a base di frutta.

 

Piera Genta

 

 

 

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Il fascino delle Bollicine

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Davanti ad un calice di buon vino si è illuminati dalle migliori idee, si stringono accordi, iniziano grandi storie.
Proprio così è stato per Igor Toffol e Stefano Sammartino, degustavano un calice di bollicine nel 2006, quando è iniziata la storia della loro azienda vitivinicola trevigiana “Villa Venier”.

Si è subito fondata su grandi progetti, indirizzati soprattutto a realizzare vini di qualità, da ricordare per la loro pregevolezza nell’espressione del suggestivo territorio che da Conegliano arriva a Valdobbiadene, dove i vigneti si allungano di collina in collina fino a perdersi all’orizzonte.

12321671_1129013983775789_5422372212364135745_nUve Glera per il Prosecco Conegliano Valdobbiadene Docg in versione Brut ed Extra Dry, Raboso e Merlot per il Rosè Brut, poi un blend di uve a bacca bianca tipiche della zona di Conegliano per lo spumante Cuveè 56.
Inoltre Villa Venier, da uve Chardonnay produce il Metodo Classico Brut realizzato in versione limitata con rifermentazione in bottiglia per almeno 30 mesi e affinamento per oltre un anno dopo la sboccatura.

16Un ventaglio di vini spumante che si differenziano tra loro per peculiarità organolettiche, ma che insieme sottolineano le caratteristiche di un territorio.
Le bollicine, piacevoli e versatili, spesso preferite a tutto pasto, conservano eleganza essenziale e indispensabile nelle piccole occasioni come nelle grandi festività, per cui Villa Venier offre la possibilità di completare i suoi vini con confezioni regalo originali e completamente realizzate a mano.

La filosofia di Villa Venier è “Bollicine con Arte”, un impegno che Igor e Stefano rinnovano ogni giorno dalla vigna alla cantina per tener fede ai principi sui cui è fondata la loro azienda.

Angela Merolla
info@villavenier.com

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Autoctoni di Romagna a Milano

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Che Alessandro Morini fosse un paladino degli autoctoni di Romagna era chiaro da tempo e quindi non stupisce che ”Civiltà del bere”, la più interessante e prestigiosa delle riviste  punto di riferimento dell’enologia italiana, lo abbia chiamato a rappresentare i vitigni autoctoni di Romagna alla manifestazione “La Mappa degli Autoctoni. Alla scoperta dei vitigni tipici italiani”.

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Alessandro Morini Poderi Morini Faenza

Il 21 marzo prossimo al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia in via Olona 6 bis a Milano  dalle 17 alle 22 , Civiltà del Bere  presenta il secondo atto delle #5giornatedelbere dedicato alle numerose varietà italiane che rischiavano di far perdere memoria di sé.

Un patrimonio che aziende di diversa grandezza e potenza sul mercato  hanno recuperato vitigni che oggi conservano gelosamente.

Tra i 26 i produttori presenti: Albarossa Club(Piemonte), Allegrini (Veneto), Argiolas (Sardegna), Associazione Ciliegiolo di Narni (Umbria), Baglio di Pianetto (Sicilia), Bertani Domains (Veneto), Cantine del Notaio (Basilicata), Cascina I Carpini (Piemonte), Cleto Chiarli (Emilia Romagna), Michele Chiarlo (Piemonte), Fazio (Sicilia), LeCimate (Umbria), Librandi (Calabria), Lupi (Liguria), Montalbera(Piemonte), Planeta (Sicilia), Podere Poggio Scalette (Toscana), Cantina Santadi (Sardegna), Tenuta di Tavignano (Marche), Tenuta Santa Caterina (Piemonte), Torrevento(Puglia), Valori (Abruzzo), Velenosi (Marche), Zardetto (Veneto) e Zymé (Veneto) e Poderi Morini (Emilia Romagna).

 

Corvina, Rondinella, Oseleta, Cannonau, Montepulciano, Vermentino, Nasco, Pecorino, Passerina, Trebbiano, Sorbara, Grasparossa, Barbera, Nebbiolo, Sangiovese, Pignoletto  alcune delle varietà che saranno presenti e che potranno essere liberamente degustate dalle 17 alle 22 (per i soli appassionati l’ingresso è alle 19)

Alessandro Morini, come ogni altra azienda invitata, porterà all’interno della manifestazione tre etichette: per il Centesimino ha selezionato il Savignone Ravenna Rosso I.g.t 2015,  per l’Albana il Sette Note Albana di Romagna d.o.c.g. 2013 e per  il Longanesi  il Burson Augusto 2009.

Dare spazio ai suoi vini, spesso premiati in manifestazioni internazionali, in questa speciale occasione è, per Alessandro Morini,  il riconoscimento del lavoro fatto negli anni per il recupero e il mantenimento di questi vitigni romagnoli.

Roberta Capanni

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“Dossier glifosato”, siamo tutti avvelenati?

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Il giorno della festa  della Donna si doveva riunire a Bruxelles il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari per esaminare il “dossier glifosato”, noto diserbante chimico, sospettato di essere altamente cancerogeno.

L’erbicida funziona così. Il glifosato è un diserbante sistemico non selettivo, che, a differenza di altri prodotti, viene assorbito nell’immediato dal fogliame, bruciandolo, ma successivamente devitalizza anche le radici della pianta, penetrando nel terreno per una ventina di centimetri. L’assorbimento del prodotto avviene in 5-6 ore, e il disseccamento della vegetazione è visibile in genere dopo 10-12 giorni. Oltre che in agricoltura è ampiamente impiegato dagli enti pubblici per liberare dalle erbacce ‘indesiderate’ le vie cittadine ed è presente anche in prodotti da giardinaggio d’uso privato.

Ma che succede di conseguenza? Il glifosato viene spruzzato e si

Campi trattati col diserbante erbicida glifosato. Roma, 4 marzo 2016. ANSA/CHAFER

Campi trattati col diserbante erbicida glifosato.

disperde nell’aria, pertanto non solo è fitotossico per tutte le piante delle vicinanze, e pensiamo agli alberi da frutta, ai campi coltivati ad ortaggi, ai fiori dei campi da cui le api vanno a rifornirsi di nettare per darci il miele (tra parentesi sono proprio i diserbanti i più incriminati della loro sempre più frequente moria), alle acque e agli animali esposti ma evidentemente anche per gli uomini, donne e bambini che respirano l’aria circostante.

Chi lo ha inventato e chi lo ha commercializzato? La storia del glifosato inizia negli anni Cinquanta come studio sperimentale, ma la sua commercializzazione con il nome di Roundup è partita nel 1974 negli Stati Uniti ed è avvenuta da parte della Monsanto. Dice niente il nome? Ma sì, quella delle sementi Geneticamente Modificate (OGM) di mais, ma anche soia e persino del cotone!

Conclusione.
La Commissione europea ha rinviato al 18-19 maggio 2016 la discussione sullerbicida che divide la comunità scientifica e non solo. Bruxelles ha chiesto agli esperti dei 28 Stati Ue di inviare per il 18 marzo le proposte di modifica che auspicano apportare al testo in discussione.
Perché? È in gioco il rinnovo dell’autorizzazione all’utilizzo in Europa del glifosato. A beneficio di quali interessi? Chi lo indovina?

Per saperne di più e firmare la petizione: https://www.change.org/p/salvaguardiamo-la-nostra-salute-no-ai-glifosati-matteorenzi-maumartina-bealorenzin?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=533531&alert_id=sHwkwjWBeP_GjPjoLCQE6lDqkx%2Ff8LtWjQlJCB0DF0ZGgYhLrE8foc%3D

Maura Sacher

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Anteprima di Wine in London a Sambuca di Sicilia

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Presentata la nuova guida dei vini online di Egnews, in collaborazione con la Compagnia del Cibo Sincero, nella suggestiva location di Palazzo Panitteri sede della Strada del Vino Terre Sicane.

sala piena
Se è vero che chi ben inizia è a metà dell’opera, noi non potevamo iniziare meglio. A Sambuca di Sicilia c’erano tutti. I produttori vitivinicoli che hanno i vini in guida, quelli che non ce l’hanno, i produttori di olio, i ristoratori del territorio con le loro ricette tipiche. In poche parole, grazie alla Compagnia del Cibo Sincero, è stato un trionfo delle eccellenze agroalimentari del territorio.

 

Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, uno dei più bei borghi d’Italia, ci ha accolto in grande stile per presentare in anteprima la nostra nuova guida online dei vini d’Italia e le iniziative editoriali appena avviate, I Senzastelle- Luoghi del Gusto e la 4° edizione del Premio Mediterraneo Packaging.

vini in degustazione

Fra le aziende partecipanti: Agareno Wines, Alessandro di Camporeale, Antico Frantoio, Baglio del Cristo di Campobello, Barone Di Serramarrocco, Cantine Colosi, Cantine Curto, Cantine Patria, Cellaro, Corbera, Cva Canicatti, Di Giovanna Azienda Agricola Biologica, Di Legami, Di Prima Vini, Domina Miccina, Don Giovanni Hotel, I Picciotti, Il Duca, La Panoramica, La Pergola, Lu Saracinu, Massaria Ruvettu, Monte Olimpo, San Giorgio,Terre Di Bruca, Terre di Giafar, Villa Scaminaci e Vini Marino.

 

E’ stata la riscossa dei piccoli, realtà produttive di un territorio particolarmente vocato alla viticoltura, che hanno investito nella qualità dei vini, ormai riconosciuta a livello internazionale. Ma non solo vini. In questo lembo di Sicilia, è un fiorire di prodotti agroalimentari unici, dalla Vastedda del Belìce fino ad arrivare all’olio extravergine di oliva dalle caratteristiche uniche.

bicchieri vino1

La Compagnia del Cibo Sincero, presieduta dall’instancabile Paola Armato, da anni svolge un lavoro attento di promozione di queste tipicità, sostenendo i piccoli produttori con numerose iniziative per far conoscere le loro produzioni uniche. Ognuno dei produttori ha presentato le loro eccellenze, spiegando le fasi di produzione. Particolarmente apprezzate sono state, oltre la guida dei vini online, la rubrica I Senzastelle-Luoghi del Gusto e la 4° edizione del Premio Mediterraneo Packaging, presentate dal nostro editore Francesco Turri.

 

Gradita la partecipazione di Anna Martano, Prefetto per la Sicila dell’Accademia Italiana di Gastronomia Storica e Gastrosofia e di Nino Sutera dell’università Rurale dei Saperi & dei Sapori Onlus.

tavola

La giornata si è conclusa con una degustazione di vini e prodotti tipici del territorio preparati dai ristoratori e da Lillo Cicio vice presidente di Unitre di Sambuca.
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Crociere in Irpinia: nuovi appuntamenti

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Mercoledì 16 marzo  presso la fiera “FareTurismo” di Roma e dal 18 al 20 marzo alla BMT di Napoli doppio appuntamento per “Crociere in Irpinia”,  il nuovo progetto di sviluppo turistico della marca territoriale dedicato al territorio della provincia di Avellino.

Il progetto, promosso dalla Casa Editrice VerdeNetwork in collaborazione con un gruppo di aziende del territorio operanti in vari settori della promozione e valorizzazione turistica, ha lo scopo di porre all’attenzione di un pubblico selezionato di stakeholder un pacchetto di itinerari turistici tematici dedicati ai comuni della provincia di Avellino.

FareTurismo è l’unico evento nazionale dedicato alla formazione, al lavoro e alle politiche turistiche e si svolgerà a Roma, presso il Salone delle Fontane – Eu, articolandosi in un ricco programma fatto di convegni, seminari di aggiornamento, orientamento universitario e post-laurea, salone espositivo e colloqui di selezione. In tale contesto, mercoledì 16 marzo presso la Sala Foyer della fiera, dalle ore 14,00 alle ore 17,00, si terrà un ciclo di presentazioni dedicate alle StartUp del settore turistico. Tra queste, a rappresentare il territorio della provincia di Avellino, sarà proprio il progetto “Crociere in Irpinia”.

Per l’occasione saranno illustrati gli otto itinerari pensati per favorire l’incoming verso una delle aree interne più interessanti della Regione Campania: Fede, Castelli, Mestieri, Storia, Vino, Sapori, Feste, Natura. Ognuno di essi interessa diversi Comuni, i quali saranno messi in rete da una cabina di regia unica, avente l’obiettivo di presentare il territorio ai target potenzialmente interessati, favorendo al contempo la presa di coscienza delle potenzialità turistiche dell’area presso gli abitanti della stessa.

Oltre alla valorizzazione delle specificità dei singoli comuni compresi negli itinerari, il progetto prevede anche la promozione delle attività imprenditoriali operanti nel settore della ricettività alberghiera e paralberghiera, della ristorazione e della produzione agro-alimentare d’eccellenza. Saranno presentati anche gli strumenti attraverso cui il progetto “Crociere in Irpinia” si concretizzerà: una monografia dedicata alla conoscenza del territorio, appuntamenti fieristici itineranti, un camper itinerante per la promozione del progetto, linee di prodotto personalizzate e un portale web per la gestione dell’incoming.

L’ambizioso obiettivo finale di “Crociere in Irpinia” è la creazione di un network ramificato tra i vari comuni della provincia di Avellino, ognuno dei quali metterà a disposizione il proprio patrimonio culturale individuando tutti quei beni e risorse che, una volta messi opportunamente a sistema, possano rappresentare un attrattore turistico per l’area. Questa innovativa iniziativa, dopo Roma, sarà presentata anche alla BMT di Napoli presso lo stand della Regione Campania.

Simone Ottaiano

 

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Roero Days, due giorni con il Roero a Torino

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Roero è un territorio della provincia di Cuneo, contiguo alle Langhe, a Nord di Alba, sulla riva sinistra del Tanaro, tra la pianura di Carmagnola e le basse colline dell’Astigiano, VIGNETI UNESCO PIEMONTE ONDE DI BELLEZZAjpgperle di aree collinari piemontesi coltivate a vitigni tanto curati, in un continuo saliscendi come ad “onde di bellezza e geometrie”, che nel giugno 2014 sono state dichiarate Patrimonio Mondiale UNESCO.

Per accrescere ancor più il prestigio di questa area enologica e diffonderne la conoscenza, il Consorzio Tutela Roero ha deciso di dedicare due giorni, i Roero Days 2016, ad appassionati e professionisti del settore. Cascina-Medici-del-Vascello-a-Venaria-Reale-Torino1L’appuntamento è alla Cascina Medici del Vascello della Reggia di Venaria Reale, ingresso da Viale Carlo Emanuele II, Torino, il 20 e il 21 marzo 2016.
Ingresso gratuito al pubblico nell’orario 10:45–19:00.

Vi si potranno scoprire oltre 250 vini di circa 100 cantine di questa Docg, dai bianchi a base Arneis ai rossi a base Nebbiolo, due vitigni storici in Piemonte.

Con un incremento delle vendite pari al 14% negli ultimi tre anni, ed un giro d’affari stimato in 27 milioni di euro nel 2015 con un export in ascesa pari a 15 milioni di euro sul totale, il Roero conferma il suo ruolo di rilievo nel panorama enologico italiano. È  una denominazione in crescita dentro e fuori dai confini nazionali (+11% la media degli imbottigliamenti tra il 2014 e il 2013). Ottimismo confermato dal volume delle commercializzazioni: nel 2015 quasi 6 milioni di bottiglie, di cui 5,5 milioni di bianco (Roero Arneis, 900 ettari) e 480 mila di Roero rosso (150 ettari e 40 mila bottiglie in più lo scorso anno).

A Torino, per Roero Days, appassionati e operatori del settore avranno la possibilità di prendere parte ai Laboratori di degustazione (su prenotazione, ma a pagamento di 25 euro per il pubblico) che consentiranno un approfondimento di alto livello. Due verticali metteranno in assaggio quindici anni di Roero da uve Nebbiolo e dieci di Roero Arneis.

Tra gli appuntamenti più importanti, domenica 20 marzo, alle ore 11, c’è la presentazione del volume «Vent’anni di Roero» di Davide Palluda, e alle ore 14 dell’e-book «Wines of Roero», a cura di Paolo Zaccaria.
Lunedì 21 marzo, alle ore 14, in agenda invece la tavola rotonda dal titolo “L’identità del Roero Docg e le prospettive di mercato” che avrà tra i relatori Daniele Cernilli, Oscar Farinetti, Alessandro Masnaghetti, Roberto Racca, Ueli Schiess e il presidente del Consorzio di Tutela Roero Francesco Monchiero.

Maura Sacher

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