Doctor Wine Centesimino Mon Amour Stefania Vinciguerra

By 23 Marzo 2016Aprile 1st, 2016News

È capitato anche a voi, portando al naso un bicchiere di vino, di trovarvi a sorridere? Se sì, allora potete capire di cosa sto parlando. Confesso tutta la mia ignoranza nell’affermare che prima della mia ultima visita in Romagna non avevo mai assaggiato un Centesimino, anzi, conoscevo a mala pena l’esistenza di questo vitigno. Ma quando me ne hanno offerto un bicchiere mi sono innamorata esattamente come capita quando, da ragazzi, si incontra uno sguardo che dice qualcosa di diverso. Non significa che sono gli occhi più belli del mondo, semplicemente scocca una scintilla. Così sono andata a trovare il produttore di quella particolare bottiglia, Alessandro Morini, per farmi raccontare qualcosa di più. Si tratta di un’uva riscoperta per caso negli anni Venti, quando fu rinvenuta, quasi casualmente, una pianta sopravvissuta alla fillossera. La vecchia vite si trovava nel giardino di una residenza nobiliare settecentesca nel centro di Faenza, probabilmente protetta dalla malattia grazie alla sua posizione privilegiata. Lo “scopritore”, un certo Pietro Pianori, era detto “Centesimino” in quanto non proprio generoso e da allora il nome passò all’uva, soppiantando quello precedente di savignòn rosso. Molto diffusa fino agli anni Sessanta, fu lentamente abbandonata in quanto non molto produttiva e solo ora sta vivendo una seconda (o terza?) giovinezza, avendo ottenuto l’iscrizione al Registro Nazionale delle varietà di viti solo nel 2004. Morini, che è un difensore dei vitigni autoctoni romagnoli (fa parte anche del gruppo del Bursòn di cui ha parlato recentemente Riccardo Viscardi), ne produce addirittura 4 tipologie: uno spumante, MoRosé Brut; un tipo fermo, semplice da bersi giovane, Savignone Ravenna Igt, vinificato e affinato in acciaio; quello che mi ha folgorato, Traicolli, che matura in tonneau; infine una versione passita, il Rubacuori. La produzione aziendale, poi, include gli altri vini tipici della zona: Albana, Sangiovese e, come detto, il Bursòn nonché un Super Romagna. L’azienda Poderi Morini – che ha iniziato a produrre vino nel 1998 – si trova nei colli faentini intorno alla Torre di Oriolo e comprende 40 ettari di vigneti che affondano le proprie radici nel classico “spungone” romagnolo. Il  microclima trae benefici sia dalla brezza adriatica sia dai venti che scendono dall’Appennino Tosco Romagnolo.

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Author PoderiMorini

Siamo un’azienda giovane, appassionata della propria terra che ha scelto di fare il vino per celebrarne al meglio il valore, la tradizione e la cultura: “diamo valore alla Romagna che amiamo” queste sono infatti le parole con cui descriviamo la motivazione del nostro progetto dal sapore imprenditoriale ma anche intensamente personale.

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